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Il Natale reale

​Questo articolo lo dedico a tutti coloro che passeranno il Natale in famiglia ma sopratutto a coloro che lo passeranno da soli. Il Natale ha più significati. Per i bambini significa babbo natale e regali. Per gli adulti é un giorno di ritrovo. Per alcuni è un giorno triste intrinseco di ricordi. Per altri una festività religiosa. Per altri ancora un giorno lavorativo, forse uno di quelli più impegnativi. Questo giorno non deve escludere nessuno e nessuno deve sentirsi solo o emarginato. Non a tutti piace festeggiarlo. Alcuni lo trovano tremendamente faticoso perché gli ricorda i parenti che purtroppo non ci sono più. Il Natale non deve essere una giornata di costrizione, ognuno deve essere libero di festeggiarlo o no. E per tutti coloro che sono soli non sentitevi in difetto, é un giorno come un altro che ognuno celebra a modo proprio ma è un giorno qualunque in un tempo qualunque. Fate quello che volete, quello che vi fa stare bene. Un pensiero va a tutti. Che festeggiate o meno, cer...

Oggi vi parlo di

​Oggi vi parlo di Eleonora. Eleonora studia e lavora, frequenta anche un corso che le toglie tante ore. Eleonora ha un disturbo bipolare di tipo II e un disturbo borderline. Sa fingere quando deve, sorridere quando é richiesto. Eleonora sembra felice e solare, sembra carina e tranquilla. Veste estrosa perche la fa sentire meglio. Eleonora si sente grassa, in un corpo che non la rappresenta più, non sente il dolore non sente il calore é anestetizzata. Eleonora ha tentato il suicidio tre volte e ha sempre fallito. I suoi pensieri intrusivi (che lei chiama voci)  le dicono che è un fallimento anche a togliersi la vita. In ipomania stava bene o almeno sembrava, non ha dormito per settimane ma aveva le energie per fare tutto. Ora ha l’ansia su tutto, é stanca e non vede niente di buono nella sua vita. É stanca, sfinita, non ha speranze e vede il futuro con gli occhi dell’ansia. Eleonora non sta bene, prende più farmaci ma sembra quasi non servano. Eleonora sono io e sono stanca.

Ma chissene frega

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Oggi la mia psichiatra mi ha insegnato l’arte del “chi cazzo se ne frega”. Mi spiego meglio.  Sono una persona che costantemente fa programmi nella vita, che sia sulle pagine da studiare o sui riassunti da fare o una valigia da preparare. Mi concentro su mille cose e quando non riesco ad arrivare dove mi prefisso di arrivare vado nel pallone. Sono sicura di non essere la sola. La mia psichiatra oggi mi ha detto “ a volte basta dire ma chissene frega”. Se non riesci a fare quello che volevi, se sei troppo carico di lavoro o di studio a volte fermarsi e fare altro aiuta. Uno sport, una passeggiata, una chiamata, una qualunque cosa che ti distragga dal pensiero di essere una delusione perché non sei riuscita a finire una cosa nel tempo prefissato da te. Un grande respiro e un grande chissene frega a tutti.

La vittoria

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Ultimo quadro sul trilogia della donna come emancipata e libera.   Qui la donna è libera totalmente, nuda ma per scelta. Piena di colori, vede finalmente il mondo per come è. Ha la testa alta perché guarda il cielo ed è innamorata di se stessa. Si è ripresa a tutti gli effetti la sua vita e ora é leggera, priva di ogni pensiero, in una tempesta di colori. É leggiadra, forte, dura come il marmo nel combattere sempre per non perdersi mai più. Una donna emancipata, che vive libera e felice. Questo è quello che auguro a tutte noi.

Emma

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​Oggi vi parlo un po’ di me. Sono Emma e sono nata nel 1999 il 9 di settembre. Mi piace la birra ma amo il vino. Mi piacciono le passeggiate e andare in bici. Vivo la vita giorno per giorno accettando tutti i miei sbalzi di umore. Prendo farmaci, vado in terapia sia individuale che di gruppo. Sto studiando per diventare sommelier e sono al 3 livello mentre ho ripreso a studiare giurisprudenza e sono al quarto anno. Scrivo blog e a volte dipingo. Mi piacciono tantissimo i tramonti e mi piacerebbe vedere anche le albe. Sono sportiva a tratti, ma mi piacerebbe esserlo di più. A volte sono felice altre volte triste. Sono solare quando sto al pubblico e amo il mio lavoro. Amo gli animali, il cibo buono e la compagnia giusta. Amo la vita ma a volte me ne scordo. Sono sincera, mi piace la giustizia e adoro l’ordine, sia mentale che materiale. I soldi per vivere ce li ho ma non potrei mai permettermi una barca. Sono umile e mi piacciono le persone che lo sono altrettanto. Sono sensibile, sento...

La rivalsa della donna

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​ Anche oggi vi porto un quadro che feci qualche anno fa per parlare della ribalza della donna.  Una volta uscita dalla gabbia (mi collego al precedente articolo) la donna si trova libera.  Questa libertà è così bella che la porta a scegliere se stessa, a ritrovarsi, a sentire di nuovo la vita scorrere nelle sue vene. É una donna colorata, ma che ancora combatte con i suoi spiriti interni.  Ha gli occhi e lo sguardo di una lottatrice che finalmente ha vinto. Vede il mondo per come è, fuori dalla bolla della manipolazione in cui era stata intrappolata per tanto tempo. Adesso é pronta a riprendersi la sua vita in mano e a combattere per non perderla più. Combattete, sempre.

La manipolazione in un quadro

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​Avevo già parlato di cosa fosse la manipolazione ma oggi ho fatto questo quadro.  Rappresenta la gabbia della manipolazione, donne rinchiuse con occhi marroni fango che non vedono l’esterno ma solo quello che l’altro vuole che vedano. Donne nude, private della loro libertà e possibilità di esprimersi. Con la bocca cucita di un marrone sporco perché tutto ciò che dicono per l’altro é un’esagerazione o é stupido. Donne arrabbiate rinchiuse in gabbia come i pappagalli che non riescono a vedere oltre quella vita. A voi dedico tutto il mio amore.  Fuori dalla gabbia c’è una vita meravigliosa, piena di alti e bassi ma divertente e piena di cose da vedere. C’è il mare, il cielo, non c’è il solo rosso sangue ma esistono tantissimi altri colori. Spero che tutte voi che riusciate ad uscirne e vedere oltre la gabbia che vi hanno costruito addosso. A tutte voi. Non smettete di lottare, mai.