Post

Visualizzazione dei post da dicembre, 2025

Il Natale reale

​Questo articolo lo dedico a tutti coloro che passeranno il Natale in famiglia ma sopratutto a coloro che lo passeranno da soli. Il Natale ha più significati. Per i bambini significa babbo natale e regali. Per gli adulti é un giorno di ritrovo. Per alcuni è un giorno triste intrinseco di ricordi. Per altri una festività religiosa. Per altri ancora un giorno lavorativo, forse uno di quelli più impegnativi. Questo giorno non deve escludere nessuno e nessuno deve sentirsi solo o emarginato. Non a tutti piace festeggiarlo. Alcuni lo trovano tremendamente faticoso perché gli ricorda i parenti che purtroppo non ci sono più. Il Natale non deve essere una giornata di costrizione, ognuno deve essere libero di festeggiarlo o no. E per tutti coloro che sono soli non sentitevi in difetto, é un giorno come un altro che ognuno celebra a modo proprio ma è un giorno qualunque in un tempo qualunque. Fate quello che volete, quello che vi fa stare bene. Un pensiero va a tutti. Che festeggiate o meno, cer...

Oggi vi parlo di

​Oggi vi parlo di Eleonora. Eleonora studia e lavora, frequenta anche un corso che le toglie tante ore. Eleonora ha un disturbo bipolare di tipo II e un disturbo borderline. Sa fingere quando deve, sorridere quando é richiesto. Eleonora sembra felice e solare, sembra carina e tranquilla. Veste estrosa perche la fa sentire meglio. Eleonora si sente grassa, in un corpo che non la rappresenta più, non sente il dolore non sente il calore é anestetizzata. Eleonora ha tentato il suicidio tre volte e ha sempre fallito. I suoi pensieri intrusivi (che lei chiama voci)  le dicono che è un fallimento anche a togliersi la vita. In ipomania stava bene o almeno sembrava, non ha dormito per settimane ma aveva le energie per fare tutto. Ora ha l’ansia su tutto, é stanca e non vede niente di buono nella sua vita. É stanca, sfinita, non ha speranze e vede il futuro con gli occhi dell’ansia. Eleonora non sta bene, prende più farmaci ma sembra quasi non servano. Eleonora sono io e sono stanca.

Ma chissene frega

Immagine
Oggi la mia psichiatra mi ha insegnato l’arte del “chi cazzo se ne frega”. Mi spiego meglio.  Sono una persona che costantemente fa programmi nella vita, che sia sulle pagine da studiare o sui riassunti da fare o una valigia da preparare. Mi concentro su mille cose e quando non riesco ad arrivare dove mi prefisso di arrivare vado nel pallone. Sono sicura di non essere la sola. La mia psichiatra oggi mi ha detto “ a volte basta dire ma chissene frega”. Se non riesci a fare quello che volevi, se sei troppo carico di lavoro o di studio a volte fermarsi e fare altro aiuta. Uno sport, una passeggiata, una chiamata, una qualunque cosa che ti distragga dal pensiero di essere una delusione perché non sei riuscita a finire una cosa nel tempo prefissato da te. Un grande respiro e un grande chissene frega a tutti.

La vittoria

Immagine
Ultimo quadro sul trilogia della donna come emancipata e libera.   Qui la donna è libera totalmente, nuda ma per scelta. Piena di colori, vede finalmente il mondo per come è. Ha la testa alta perché guarda il cielo ed è innamorata di se stessa. Si è ripresa a tutti gli effetti la sua vita e ora é leggera, priva di ogni pensiero, in una tempesta di colori. É leggiadra, forte, dura come il marmo nel combattere sempre per non perdersi mai più. Una donna emancipata, che vive libera e felice. Questo è quello che auguro a tutte noi.

Emma

Immagine
​Oggi vi parlo un po’ di me. Sono Emma e sono nata nel 1999 il 9 di settembre. Mi piace la birra ma amo il vino. Mi piacciono le passeggiate e andare in bici. Vivo la vita giorno per giorno accettando tutti i miei sbalzi di umore. Prendo farmaci, vado in terapia sia individuale che di gruppo. Sto studiando per diventare sommelier e sono al 3 livello mentre ho ripreso a studiare giurisprudenza e sono al quarto anno. Scrivo blog e a volte dipingo. Mi piacciono tantissimo i tramonti e mi piacerebbe vedere anche le albe. Sono sportiva a tratti, ma mi piacerebbe esserlo di più. A volte sono felice altre volte triste. Sono solare quando sto al pubblico e amo il mio lavoro. Amo gli animali, il cibo buono e la compagnia giusta. Amo la vita ma a volte me ne scordo. Sono sincera, mi piace la giustizia e adoro l’ordine, sia mentale che materiale. I soldi per vivere ce li ho ma non potrei mai permettermi una barca. Sono umile e mi piacciono le persone che lo sono altrettanto. Sono sensibile, sento...

La rivalsa della donna

Immagine
​ Anche oggi vi porto un quadro che feci qualche anno fa per parlare della ribalza della donna.  Una volta uscita dalla gabbia (mi collego al precedente articolo) la donna si trova libera.  Questa libertà è così bella che la porta a scegliere se stessa, a ritrovarsi, a sentire di nuovo la vita scorrere nelle sue vene. É una donna colorata, ma che ancora combatte con i suoi spiriti interni.  Ha gli occhi e lo sguardo di una lottatrice che finalmente ha vinto. Vede il mondo per come è, fuori dalla bolla della manipolazione in cui era stata intrappolata per tanto tempo. Adesso é pronta a riprendersi la sua vita in mano e a combattere per non perderla più. Combattete, sempre.

La manipolazione in un quadro

Immagine
​Avevo già parlato di cosa fosse la manipolazione ma oggi ho fatto questo quadro.  Rappresenta la gabbia della manipolazione, donne rinchiuse con occhi marroni fango che non vedono l’esterno ma solo quello che l’altro vuole che vedano. Donne nude, private della loro libertà e possibilità di esprimersi. Con la bocca cucita di un marrone sporco perché tutto ciò che dicono per l’altro é un’esagerazione o é stupido. Donne arrabbiate rinchiuse in gabbia come i pappagalli che non riescono a vedere oltre quella vita. A voi dedico tutto il mio amore.  Fuori dalla gabbia c’è una vita meravigliosa, piena di alti e bassi ma divertente e piena di cose da vedere. C’è il mare, il cielo, non c’è il solo rosso sangue ma esistono tantissimi altri colori. Spero che tutte voi che riusciate ad uscirne e vedere oltre la gabbia che vi hanno costruito addosso. A tutte voi. Non smettete di lottare, mai.

L’amore nel 2025

Immagine
​Avere una relazione nel 2025 risulta complicato. Vivere nella fascia d’età tra i 26-30 risulta mooolto complicato. C’è gente sposata, gente con figli, gente che convive e gente single. Ci sono persone realizzate con un buon lavoro, laureate ma anche chi non sa cosa fare nella vita e che vive ancora con i genitori. Parlando di relazioni sentimentali nel 2025 iniziamo col dire che oggi i ragazzi (in generale) cercano il sesso rispetto ad una relazione stabile. Influenzati dalla storia del calippo tour, dalla pornografia violenta e le varie piattaforme come quella Bianca e blu. Quando finalmente si trova una persona con la quale uscire c’è sempre un campanello di allarme nella testa che si attiva per paura di ritrovarsi  di nuovo in una relazione tossica: in cui non puoi vestirti come vuoi, non puoi uscire con le amiche senza di lui e non puoi vivere la tua vita serenamente come la vorresti.   Da donna esigo il rispetto e la libertà come pilastri per una relazione buona da parte...

Ma una persona con una malattia mentale si può fidanzare o sposare? Può fare figli?

Immagine
​A queste domande rispondo mentre guardo il mare. Il mare può essere fermo, mosso, super mosso e una tavola. Un po’ come le persone che soffrono di malattie mentali: a volte stanno bene, altre sono irrequiete altre ancora ultra felici e altre depresse. Parlo in particolare delle malattie dello spettro bipolare. Disturbo che definirei come  una montagna russa che non si ferma mai. Un’anima intrappolata in due poli che a volte la portano su altre giù. Ma queste persone possono avere una vita come tutti gli altri? Fidanzarsi, Sposarsi e avere figli? Ovviamente si. La famosa montagna russa é controllata da terapie farmacologiche e dalla psicoterapia. Ci si può tranquillamente fidanzare e sposare una volta raggiunto un equilibrio mentale. Per i figli è più complesso:  Il bipolarismo per gran parte è genetico. Bisogna sospendere le terapie durante la gestazione e l’allattamento. Ma possiamo farli comunque. Bisogna scegliere quando farli così da smettere la terapia in maniera gradual...

Pazza idea

Immagine
Oggi parliamo di come il mondo del cinema abbia aiutato l’emancipazione  delle donne. Sono stata al museo nazionale del cinema a Torino, nella Mole. Il  tour partiva dalle modalità di sviluppo dei film dell’epoca e dei primi cortometraggi svolti fino al l’argomento che più mi sta a cuore: l’emancipazione della donna grazie anche al cinema.  E questa emancipazione si ritrova nella mostra “pazza idea” sempre collegata al tuor sul cinema. Questa emancipazione era presente in tutta una serie di foto di donne e uomini in pose diverse, alcuni nudi altri con dei vestiti. La frase introduttiva era “ donne sicure, innocenti e terribili. E uomini fragili come un Icaro a cui hanno spezzato le ali”. Tutto era incentrato sulla donna  Io metterei anche  emancipata che poteva anche fare della pornografia. Pornografia  intesa come trasgressione, provocazione mediatica consapevole della donna attraverso l’erotismo. Donne come Cicciolina ( nome d’arte di “Ilona Staller” ), c...

Fiume di parole

 Oggi scrivo più per me che per voi; ho un fiume in piena in testa e vorrei poter dire tutta la verità ma  mi limiterò a scrivere qualche riga generica. Quali sono le fasi che vive la vittima prima e dopo la relazione tossica? Per quello che ho potuto vedere su me ed altre direi che sono principalmente quattro: Negazione; all'inizio non si da la colpa a lui, si vede come una persona quasi da proteggere, ci diamo noi la colpa di essere troppo esagerate, e siamo convinte che lui per noi possa cambiare; Consapevolezza: si parla con altre persone, ci si confronta e si vedono aspetti della relazione che prima non si erano notate, o meglio, si erano nascoste per non vederle. Vediamo le persone per quello che sono davvero e spesso ci accorgiamo di quanto possano essere pericolosi. Negazione: qua si torna sulla negazione '' non posso essere stata così scema da mettermi con uno così'' classica frase che viene fuori dopo la consapevolezza. Non accettiamo la violenza subita pe...

Relazioni tossiche

 Proprio oggi mentre mi facevo i fatti miei ho pensato a questa cosa: quante relazioni tossiche ci sono nel mondo? Per relazione tossica ovviamente intendo una relazione nella quale una delle due parti è parzialmente o totalmente controllata dall’altra. Questa o questo controlla con chi può uscire, ha il telefono con il suo gps, guarda i messaggi per vedere con chi parla e scegli per lui/lei cosa fare nella vita.  La tossicità sta nel pieno controllo di una delle due parti sull’altra. A volte sfocia nell’ossessione, nella paranoia. E tutto questo porta ad un maggior controllo e dall’altra parte un potere perso. Quindi ci sono due individui: chi acquista potere e chi lo perde quasi totalmente. Da qui si fa strada anche una gelosia morbosa, un continuo controllare il telefono e a volte verificare di persona che quello che è stato detto per telefono non compromettesse la relazione in corso. Sono migliaia le persone vittime di relazioni tossiche e molto spesso loro stessi, erano s...

Mille tipi di violenza

Immagine
Vorrei riportarvi 5 casi realmente accaduti nel mondo, per farvi ragionare su quanta violenza e abusi siano nascosti nel quotidiano.  Partiamo da Letizia , lei aveva una relazione da più  di un anno con un ragazzo; Letizia non stava bene con lui ma non lo sapeva perchè era vittima delle sue manipolazioni. Nel quotidiano a volte andava bene altre male, come in tutte le relazioni, qui la differenza è che la relazione non era equa: c'era un manipolatore e una vittima. Vittima che ha sofferto di violenza psicologica per molto tempo finchè lui non l'ha lasciata tradendola con un'altra. Letizia ne esce distrutta e ci mette tempo per elaborare tutta la manipolazione subita e non si fiderà più di un uomo come si poteva fidare prima e le rimarrà l'ansia di ritrovare una persona uguale. Giuliana ha una relazione di 2 anni con un uomo più piccolo che oltre alla manipolazione e la violenza psicologica arriva a picchiarla e strattonarla. Giuliana rimane nella relazione ancora per ...

Un cuore in mille pezzi diventa un mille cuori

Immagine
Oggi è una giornata no, avevo bisogno di allegria e mi sono messa come sottofondo Gio Evan. Una sua canzone mi ha ispirata in particolar modo a scrivere. Voglio rendervi partecipi. ​''Mia madre prima di andare ha detto:  mi raccomando non diventare mai le ferite che ti fanno, ricorda se un cuore da tanto allora  è un cuore salvo; copriti forte, tieniti stretta ,gli uomini son freddi. Che il mondo regala paure, la vita presenta dolori, ma da me che hai preso il coraggio difendi chi ami e ricorda di usarlo e sai volare ed anche cadere, goditi il cielo spiega le mani; ricorda che queste ferite sono il segnalibro di chi ci ha provato. Non sempre resistere è  essere sempre forti a volte tu lascia la presa, ricorda che non sei mai solo e la vita non è fare solo la spesa'' Gio Evan, Susy Questo piccolo pezzo introduttivo della canzone di Gio Evan è rappresentativo di molte situazioni. Apre con ''non diventare mai le ferite che ti fanno'' e questo è fondamentale...

Decadimento gastronomico

Immagine
​Oggi in enoteca una persona mi ha fatto notare che il decadimento sociale comprende anche un decadimento gastronomico. In che termini? Vi dirò quello che penso io. Nella gastronomia sempre di più si sente il bisogno di ritornare alle origini, piatti semplici ma buoni e gustosi. Non si guarda più l’estetica, la forma o il colore ma si usa il gusto per giudicare e assaporare. Il decadimento é inteso come quello dei grandi ristoranti gourmet, che ti propongono piatti buonissimi ma a prezzi esagerati e con forme di tutti i tipi. La gente oggi non ha soldi. Vuole spendere il giusto e mangiare bene. Siamo al ritorno delle osterie per come erano state pensate, dei bistrot e dei ristoranti casarecci. Il periodo dei piatti quadro sta finendo e con lui tutta la parte estetica del piatto. Il gusto diventa il re indiscusso. Piatti buoni semplici ed accessibili. Questo è quello che penso del decadimento gastronomico, e per me é positivo.  Basta ristoranti stellati con prezzi assurdi, si mangia...

Lettera aperta

Immagine
Questo sarà un post particolare. Se non vi interessa non sprecate tempo a leggerlo.  Per tutti i curiosi, partiamo: Un amico un po' mistico stasera mi ha detto che una lettera che avevo scritto poteva sembrare anche una poesia e, pensandoci un po’, tutti i torti non li aveva. Quindi proviamo a scriverla più che  come poesia, come una lettera aperta a tutti e a mille mila interpretazioni. ''A  ​   tutti. Tutti coloro che ci hanno provato e a tutti coloro a cui non fregava un cazzo di niente. A tutti coloro che si sono messi in discussione e a tutti coloro che non lo hanno fatto. A tutte le vittime e a tutti i carnefici. Alla sanità italiana, al Governo Meloni e al bonus psicologo e ai giovani che scendono in piazza. A chi ama gli animali e a chi li odia. A chi nasce buono  ma cresce come un mostro e a chi ha paura di diventarlo. A chi ha il dono della sintesi e a chi parla a sproposito.  Alle minoranze, alla differenza di genere, alla comunità LGBTQ+ , alla...

La felicità degli ingenui

Immagine
​Prendiamo due persone distinte: Emilia ed Enea. Emilia ha un disturbo bipolare di tipo II e un disturbo borderline. Enea è un individuo con la sua storia alle spalle ma non ha nessuna malattia. Emilia studia, lavora, cerca di fare di tutto per stare bene, va ai  gruppi psicoterapeutici, va in seduta una volta alla settimana e una ogni due dalla psichiatra. Si imbottisce di farmaci per gestire l’ipomania e la conseguente depressione maggiore. Enea lavora e fa la sua vita in tranquillità; parla di Emilia come una matta, come una persona che fa cose stupide, una “fuori di testa”. Senz’altro Emilia é fuori dagli schemi rispetto agli altri e fa cose che altre persone non farebbero, però ci prova, lotta contro la sua malattia e non si arrende ad essa. Enea però continua a dire a tutti che Emilia é un soggetto pericoloso da lasciar perdere, così che gli altri iniziano a giudicarla fino a portarla allo stremo delle sue forze. E qui può andare in due modi: Emilia cancella queste voci dalla...

Spettro dei disturbi dell’umore

Immagine
​ Oggi voglio toccare un tema delicato: i disturbi dell’umore. Parto dicendo che sono disturbi paragonabili a qualunque altra malattia anche se “invisibili”. Hanno una componente genetica: sono   malattie del sistema nervoso perché coinvolgono il cervello e soprattutto il modo in cui comunica tramite i neurotrasmettitori. Vi sono diverse carenze in chi soffre di queste malattie come la serotonina , la dopamina, il cortisolo etc. Ed è per questo che i farmaci e la psicoterapia sono importantissimi. Adesso farò una carrellata di tutti questi disturbi più nello specifico: Il disturbo  ciclotimico , ancora poco conosciuto, si diagnostica quando si hanno delle fasi euforiche/ipomaniacali lievi  di massimo 10 giorni e fasi depressive minori, ravvicinate nel tempo e continue.  Disturbo bipolare II : ha fasi ipomaniacali alte in cui il soggetto ha pensieri intrusivi, é impulsivo, a volte irascibile, logorroico, e con il pensiero accelerato, sperimenta una forte promiscuità e...